Nutrizione, allergie, diabete e disturbi alimentari a Trento

Non tutti i percorsi nutrizionali partono dal desiderio di cambiare la forma fisica. Alcuni nascono da un referto, da una diagnosi, da un rapporto con il cibo che si è complicato nel tempo. In questi casi l'alimentazione smette di essere un tema estetico e diventa parte della cura, da costruire insieme ad altre figure e con attenzione alla persona nel suo complesso.

Nella sede di Trento il dott. Alessandro Merler, biologo nutrizionista, segue chi arriva con una condizione clinica già definita: allergie e intolleranze, diabete e quadri metabolici alterati, disturbi del comportamento alimentare. Quando la condizione lo richiede, il lavoro sul cibo e il lavoro sulla persona possono procedere insieme, con il raccordo tra il dott. Merler e gli psicologi e psicoterapeuti dello Studio.

Quando l'alimentazione si intreccia con una patologia

Allergie e intolleranze alimentari richiedono un lavoro preciso: distinguere ciò che va realmente escluso da ciò che è possibile mantenere, evitando diete inutilmente restrittive che impoveriscono la varietà senza reali benefici. Il dott. Merler imposta piani che tengono conto della diagnosi allergologica di riferimento e, dove utile, di un percorso di reintroduzione graduale, con l'obiettivo di ridurre il carico infiammatorio e restituire alla persona un ventaglio alimentare il più ampio possibile. Il suo lavoro non sostituisce la diagnosi medica, ma la traduce in scelte quotidiane sostenibili.

  • Distinzione tra allergia (reazione immediata ed immunologica) e intolleranza (reazione più lenta e non immunologica)
  • Piani costruiti a partire dai referti e dalla diagnosi già in possesso della persona
  • Attenzione a non impoverire la dieta oltre il necessario
  • Reintroduzione graduale degli alimenti quando il quadro lo consente

Diabete e quadri metabolici: l'alimentazione come parte della terapia

Nel diabete e nelle condizioni metaboliche correlate l'alimentazione ha un ruolo che si affianca alla terapia impostata dal medico curante o dallo specialista. Il dott. Merler lavora sulla qualità e sulla distribuzione dei carboidrati nell'arco della giornata, sul peso corporeo quando incide sulla risposta all'insulina, e sulla costruzione di abitudini che la persona possa mantenere nel tempo senza vivere il pasto come un divieto continuo. Il piano viene rivisto periodicamente, perché una condizione cronica cambia e con essa cambiano le esigenze. La sua formazione recente include un aggiornamento dedicato alla nutrizione clinica nella gestione delle patologie.

  • Gestione della quota e della distribuzione dei carboidrati nella giornata
  • Attenzione al peso corporeo dove influisce sulla resistenza insulinica
  • Piano rivalutato nel tempo, non impostato una volta sola
  • Coordinamento con il percorso già seguito dalla persona

Disturbi alimentari: nutrizione e psicoterapia in raccordo

Quando il rapporto con il cibo si è trasformato in sofferenza - restrizione, abbuffate, un'immagine di sé distorta - il piano alimentare da solo non basta, anzi, se isolato, può perfino aggravare il quadro. Per questo il dott. Merler lavora in stretto raccordo con gli psicoterapeuti dello Studio, con un passaggio diretto tra le due figure. Il dott. Merler si occupa di ricostruire un rapporto con l'alimentazione meno rigido e meno ossessivo; il collega psicologo lavora su ciò che quel rapporto porta con sé sul piano emotivo. I due compiti restano separati, ma il percorso è condiviso, senza che sia la persona a fare da tramite tra professionisti che non si conoscono.

  • Nutrizionista e psicoterapeuti che ricevono nella stessa sede, non solo in contatto tra loro
  • Passaggio diretto tra le figure, senza che sia la persona a fare da ponte
  • Compiti distinti - il cibo e il vissuto emotivo - dentro un unico percorso
  • Obiettivo: un rapporto con l'alimentazione più libero, non nuove regole da rispettare

Come si svolge la presa in carico a Trento

Il percorso inizia con un primo incontro dedicato all'ascolto: storia clinica, referti e diagnosi già in possesso della persona, abitudini reali, obiettivi. Da qui il dott. Merler costruisce un piano che non aggiunge divieti a una condizione che spesso già ne impone, ma traduce i vincoli clinici in scelte concrete e gestibili nella giornata. In presenza di una patologia l'alimentazione rischia di ridursi a un elenco di 'cosa non posso mangiare': il lavoro va nella direzione opposta, restituire alla persona margini di scelta e la capacità di leggere da sé le proprie decisioni. Gli incontri successivi servono a verificare, correggere e adattare sia in base al decorso della patologia che alle necessità della persona. Dove la situazione lo richiede, e con il consenso della persona, entra in gioco un'altra figura dello Studio - a partire dagli psicologi - così che il percorso resti coerente e non frammentato.

  • Primo incontro centrato su storia clinica, referti e obiettivi
  • Un piano che traduce i vincoli della patologia in scelte gestibili, non un divieto in più
  • Incontri di verifica per adattare il percorso nel tempo
  • Coinvolgimento diretto degli altri professionisti dello Studio quando la condizione lo richiede

Chi convive con una patologia o con un rapporto difficile con il cibo non ha bisogno di una dieta in più, ma di un percorso pensato sulla propria situazione e, quando serve, condiviso con altre figure dello Studio. A Trento il dott. Alessandro Merler lavora in questa direzione, all'interno dello Studio di Psicologia del dott. Michele Facci.

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